Giovedì 29 maggio
Un drappo rosso nascondeva allo sguardo, all’ingresso della Sala Micara del Museo Diocesano di Velletri, uno dei magnifici pannelli del coro ligneo del 1500. Entrando, i partecipanti alla conferenza sono stati invitati a “scoprire attraverso il tatto” i magnifici bassorilievi. Le mani sanno più degli occhi! Le mani di alcuni hanno rincorso il movimento di chimere e decori, altri si sono soffermati seguendo l’immagine che la loro personale intuizione creava al momento, suggerita dal tatto; qualcuno, forse più “timidamente”, ha solo sfiorato, incerto, il drappo rosso…
Presentazione inusuale di una conferenza.
Il Coro ligneo del Bencivenni ci riconduce al periodo tra 1540 e 1570, in una girandola manierista di grottesche, tra chimere e ghirlande, festoni e decori, in basso e altorilievo magnificamente scolpiti, davvero raro esempio di coro ligneo manierista.
I bombardamenti che nel 1944 colpirono l’abside della Cattedrale, provocarono l’incendio del coro e solo 6 pannelli si salvarono dei 14 originali.
Fulvio Palombo, che ha curato la presentazione delle foto, ha raccontato, al pubblico intervenuto, il significato di chimera e grottesca. Chimera, figlia di Tifone e Echidna la Vipera, donna bellissima dal corpo di serpente maculato, sorella di Cerbero e Scilla, personificazione della tempesta, ha da sempre affascinato poeti e artisti. La straordinaria Chimera di Arezzo risale al V – IV secolo avanti Cristo e citazione di Omero ne troviamo nel VI° Libro dell’Iliade.
Caso volle che, nel 1480, si arrivò alla scoperta della Domus Aurea di Nerone. Un giovane, presumibilmente occupato nella bottega di uno dei Maestri presenti a Roma in quel periodo (Pinturicchio, Raffaello, Botticelli, Michelangelo…) sentì la terra franare sotto i piedi e fu scaraventato, attraverso uno stretto cunicolo (grotta), nella sala centrale della Domus Area, fatta edificare da Nerone dopo l’incendio di Roma. Recuperato da amici, il garzone raccontò quanto vide: “Volte affrescate in maniera miracolosa…” Possiamo facilmente immaginare come i vari Grandi Maestri si precipitassero per calarsi nelle grotte. Nacque la “grottesca”, nacque la decorazione delle Logge Vaticane, di Palazzo Farnese a Caprarola, della Villa d’Este a Tivoli…
L’uso dell’immaginario, del gioco intellettuale in grado di fondere elementi della cultura classica a simbologie complesse, all’astrologia, portò Pirro Ligorio all’ideazione del Parco dei Mostri, a Bomarzo, per il Principe Orsini, uno dei personaggi “manieristi” per eccellenza.
Tony Lucchesi ha spaziato dalla Domus Aurea al Manierismo, fino al Coro ligneo di Luca Bencivenni. I partecipanti sono stati coinvolti in un viaggio nell’arte durato 20 secoli, in maniera agevole, non ostica, leggera come la decorazione delle grottesche del coro, ci è stato detto alla fine della serata.
In rappresentanza del Comune di Velletri sono intervenuti il Consigliere Fabio Taddei e Daniele Ognibene, Assessore alla Cultura.
In sala abbiamo avuto l’onore di ospitare il Maestro Gianni Socci, grande interprete rossiniano, che ha calcato le scene internazionali, ineguagliabile Don Bartolo nel Barbiere, e la Signora Lidia Nerozzi, indimenticabile Madame Butterfly, che risiede a Velletri. Grazie a Gianluca Liguori per le splendide foto che documentano i pannelli del coro.
Ringraziamo tutti gli intervenuti per il calore e la stima che ci hanno espresso, incoraggiandoci a proseguire in questo tipo di iniziativa.


